lunedì 16 gennaio 2017

L'A.D. di Conad contro i farmacisti

Mentre il disegno di legge sulla Concorrenza appare congelato in Parlamento, dopo il referendum costituzionale e la caduta del governo Renzi, l’amministratore delegato di Conad, Francesco Pugliese, torna sul tema delle farmacie, puntando il dito contro chi «abdicano al proprio ruolo sociale, ovvero garantire l’accesso ai farmaci a chi ne abbia bisogno».

Il gruppo Conad ha sostenuto con fermezza la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Il rischio non è di muovere una fetta di mercato che è importante per piccole aziende come le farmacie e meno per grandi gruppi come quelli della distribuzione organizzata, che puntano prevalentemente su altri business?
Il nostro intento non è certo quello di sostituirci alla farmacia per fare business. Il fatturato che realizziamo con le nostre parafarmacie – 80 milioni di euro all’anno – rappresenta lo 0,6 per cento del giro d’affari complessivo del gruppo Conad. Il nostro punto di vista, piuttosto, è contribuire a tutelare il potere d’acquisto della persona rendendo disponibile una convenienza che non è un surrogato di interessi corporativi. Con il Ddl Concorrenza a perdere sono prima di tutto i cittadini e poi i farmacisti. Mi spiego: per difendere il ruolo della farmacia a tutela della salute dei cittadini e l’affermazione che il farmaco non è un prodotto come tanti altri, i farmacisti sono disponibili anche ad aprire alle società di capitali. Nasceranno catene di farmacie all’interno di un monopolio e in crisi finiranno prima di tutto le stesse farmacie, non certo per mano della grande distribuzione.

Continua a leggere l'intervista a Pugliese sulle farmacie dalla fonte

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